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Hors les Murs (chapter One)

Il primo volume dei “Personal Portfolios” dedicati alla Street-Art nelle Città europee è finalmente giunto a vedere la sua prima edizione.

Tutte le immagini sono ottenute con la fotografia composita riprese a mano libera per poter restituire alla città la sua componente di vita “reale”, di luogo vissuto, contrapposto alla fotografie su treppiede divenute lo standard abituale della fotografia “merged”.

Il mio desiderio era quello di rendere delle prospettive “Palladiane” molto ampie delle gigantesche opere murali  e del contesto nel quale sono inserite.

Immaginavo delle grandi fotografie realistiche, di ampio respiro, che potessero mostrare quello che, ad occhio nudo, non si riesce a cogliere… non con un unico sguardo perlomeno.

La costruzione di una immagine mnemonica come memoria di una visione personale  mediata dall’artista di strada e dalla città stessa.

Una forma di rispetto del desiderio dello Street-Artist  di intervenire sul tessuto urbano e sulla sua estetica, regalando nuove aperture visive alle genti che in quei luoghi spendono il loro quotidiano.

Ci sono voluti due anni di lavoro per realizzarlo, ma tutto sommato, è venuto bene.

Nel frattempo molte delle opere ambientate nella capitale francese, sono scomparse divorate dall’avanzare delle costruzioni, dalla necessità di abbattere per trasformare le banlieues dove gli Street-Artist si muovono.

Il concetto di memoria nascosto nella fotografia diventa qui primario donando a questi “Murales” la possibiltà del ricordo di ciò che era e non è più…

Sono ritratti di città o Cityscapes come molti amano chiamarli, la mia personale visione di quella meravigliosa e strana voglia di arrampicarsi su un palazzo per fare un dipinto.

Se volete vedere il progetto, lasciare commenti etc. non fatevi scrupolo queste pagine sono dedicate a questo.

comunque il progetto è qui

Come sempre il website ufficiale di fotografia composita è all’indirizzo 3462.eu

Grazie,

Leonardo Damiani

alcune immagini del progetto “Hors les Murs” (a street artchitecture unconventional photographs) di Leonardo Damiani

leonardo damiani fotografo- crepuscolo romano

Crepuscolo sulla Roma post-industriale

leonardo damiani fotografo- crepuscolo romano

un crepuscolo romano di novembre. L’archeologia industriale Romana si erge nella sua bellezza. Roma quartiere Ostiense/marconi

Roma 8 Novembre 2015

Le luci del crespuscolo sottolineano lo skyline romano.

L’archeologia industriale, qui ritratta in una fotografia composita, esprime il suo romantico sapore sottolineato dalla particolare luce del crepuscolo Romano.

fotografia di leonardo damiani

The Oak Cliff Viaduct & The Weird Composite Photo — 1912

I found this image astounding as well as the photographer creative intent.
This is sometimes called “to Lie” in photography, but the impact of the visual art it’s absolutely modern. And tis is to explain that technology could only help to improve result, the idea still remain an Human creative property.
interesting discussion could be opened with fotografia composita
http://www.3462.eu/fotografiacomposita

Flashback : Dallas

oak-cliff-viaduct-panorama_c1912_LOC

First you take a photo of the beautiful new Oak Cliff Viaduct, above.

Then you take a photo of the Dallas skyline, below.

dallas-panorama-skyline_1912_LOC

Then you put them together and get this Franken-photo!

oak-cliff-viaduct-panorama_skyline_c1912_LOC

It doesn’t look like any view of Dallas you’ve ever seen, but it still looks pretty damn cool.

***

All these panoramic photos are in the collection of the Library of Congress, all from the studio of Johnson & Rogers. The top photo has a copyright date of March, 1912, and the bottom two have copyright dates of August, 1912. See these panoramic photos (as well as one of the Buckner Orphan’s Home in 1911) on the Library of Congress site here.

Would this unusual composite have been done for a fanciful postcard or some other kind of promotional material (for the city or for the photographers)? Was it just done for fun? Tellingly, it’s the…

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l’archeologia industriale e la fotografia composita

Fotografia Composita,  photo ©Leonardo Damiani 2008-2014 www.3462.eu manuifattura tabacchi a Roma

antica manifattura tabacchi a Roma Quartiere Garbatella. Fotografia Composita,
photo ©Leonardo Damiani 2014
www.3462.eu

 

L’antica Manifattura tabacchi, insediamento industriale sulla C.ne Ostiense a Roma, oggi sede degli uffici del municipio di Roma Capitale.

vista dal “canalone” visivo creato dai palazzi di via Ciriaco D’Ancona.

Fotografia Composita,
photo ©Leonardo Damiani 2014
www.3462.eu

Fotografia Composita,  photo ©Leonardo Damiani 2008-2014 www.3462.eu

Esempio di risoluzione dell’immagine composita di Leonardo Damiani

obelisco Mattei in fotografia composita

obelisco Mattei Fotografia Composita ,  photo ©Leonardo Damiani 2008-2014 www.3462.eu

obelisco mattei a villa celimontana Fotografia Composita,
photo ©Leonardo Damiani 2014
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Obelisco Mattei Fotografia Composita ,  photo ©Leonardo Damiani 2008-2014 www.3462.eu

L’obelisco Mattei A Roma, dimenticato pezzo dell’obelisco originale proveniente da Heliopolis

Fotografia Composita,
photo ©Leonardo Damiani 2014
www.3462.eu

Villa Celimontana, l’antica residenza della famiglia Mattei, duchi di Giove, è parco pubblico dal 1925, ed al suo interno, nel casino centrale troviamo la residenza la Società Geografica Italiana.

L’obelisco Mattei, noto anche come “Obelisco Capitolino” poichè fino al 1952 si trovava in Campidoglio, proviene da Heliopolis, dove era dedicato al Sole dal faraone Ramsete II.

Fu trasportato a Roma in epoca imperiale e posto nel Tempio di Iside Capitolina, e successivamente ai piedi dell’Aracoeli.

L’obelisco, in realtà solo la parte superiore dello stesso, viene donato al duca Ciriaco Mattei nel 1528 dal senato di Roma.

L’obelisco oggi misura m 2,682 e con il basamento l’aggiunta di granito rosso arriva a m 12,236.

Dimenticato a lungo nascosto da impalcature e quasi sepolto da flora selvatica, nel 2009 è tornato visibile in una nuova posizione all’interno del parco.

Si trova della piazzetta all’estremità occidentale di Viale Spellman,  rimasta per circa quindici anni chiusa al pubblico per via di un cedimento del terreno.

Oggi piazzetta ed obelisco sono visibili in tutto il loro splendore grazie al restauro durato un anno realizzato con la collaborazione della Sopraintendenza Comunale, l’Assessorato all’Ambiente, l’Ufficio Ediliza Monumentale e l’Ufficio Ville e Parchi Storici di Roma.

Sfortunatamente su un lato alcuni “taggers” hanno già marcato il territorio con orribili scritte ad aereosol.

Questa fotografia composita è stata relizzata nell’estate 2014,  come committenza personale dell’archeologa Maricruz Paillès Hernandez di città del Messico ( mexico D.F), come studio preliminare sulle opere d’arte antica Egizie presenti a Roma.

 

Altre fotografie composite di Roma possono essere visionate al sito ufficiale di Leonardo Damiani